UNA STRANA STORIA

Sono i giorni in cui, secondo i Maya, finirà il mondo.
Colui che 3 anni dopo sarebbe diventato l’ideatore e fondatore di BURGEZ, proprio in quei giorni è a New York per cambiare lavoro e vita. Il suo lavoro a Milano non gli dà più soddisfazioni e pensa che negli Stati Uniti possa ripartire da zero. Ha appuntamenti con diverse società: nove incontri nell’arco di soli tre giorni a Manhattan. Proprio quando il mondo vuole finire, lui vuole ricominciare.
È dicembre ed è freddissimo, non ha mai provato in vita sua un freddo tale.
Gli incontri di lavoro sono terminati e sembra che siano andati da Dio. È entrato in quegli uffici con la chimera del sogno americano e forse quel sogno non lo ha tradito.
È sera, esce per fare un giro tra Manhattan, il suo freddo e un paio di cocktail per festeggiare.
Cerca il locale più figo di Manhattan. Dieci metri prima del locale c’è un barbone seduto
vicino a uno sbuffo di aria calda. Si ferma un attimo di fronte a quel
vecchietto steso a terra. Non capisce come possa resistere a quel freddo, il barbone lo guarda sorridendo e dice: “Quello che provi è il freddo che viene da dentro, non da fuori, è inutile che cerchi la felicità lontano dal tuo Paese perché non potrai mai allontanarti da te stesso”.
Sembra che il vecchietto abbia il dono di leggerlo dentro. ”Prendi questo”, dice.
Il vecchietto gli passa un piccolo vecchio diario composto da poche pagine. “Fanne qualcosa di buono nel
tuo Paese”. Gli spiega che il diario contiene un segreto di quelli che erano i suoi genitori tedeschi. “Come vedi io non sono riuscito a farlo fruttare, ma tu sembri un ragazzo in gamba”, dice ridendo.
Nel diario, scritto in corsivo e con un inchiostro ormai quasi impercettibile, c’è la storia degli ultimi
giorni dei genitori del vecchietto ad Amburgo prima di imbarcarsi per il Nuovo Mondo e la ricetta di un
fantomatico panino con la carne, “fantomatico” perché le pagine che lo riguardano sono impreziosite
con arzigogoli disegnati a mano come se quella ricetta fosse la cosa più importante del diario.
Si capisce che sono quelle le pagine che giustificano l’esistenza di quel diario e il fatto
che sia resistito negli anni e a tanti freddi come quello di quella sera.
Ha impiegato 10 secondi per decidere che non avrebbe dato seguito ai colloqui, seppur
positivi, dei giorni precedenti. Forse il sogno americano dorme dentro a queste pagine
da decenni. A questo punto due cose lo mandano fuori di testa, il fatto che questo sogno può farlo
crescere in Italia e non in America, e che questo sogno esce dalle tasche di un povero emarginato dalla
società e non dalle tasche di qualche multinazionale. Un paradosso meraviglioso che gli scalda il cuore.
“Lo faccio!”, dice a se stesso. E come sapete, lo ha fatto!
Oggi qualcosa si è modificato, non esistono più alcuni degli ingredienti di cento anni fa e cento
anni fa non c’erano alcuni degli ingredienti che si usano oggi, ma lo spirito, l’amore e il 100% di quella
ricetta con i suoi trucchi e i suoi segreti stanno tutti dentro ad ogni singolo burger di BURGEZ.